500 Lire Ristorante a Pescantina

Spesso vi abbiamo parlato di tradizione, sapori locali e prodotti tipici, ma vogliamo dare anche spazio ai giovani talentuosi, allcucine fresche e dinamiche, che portano belle novità, anche fuori dai contesti cittadini. 

Ecco allora che vi segnaliamo questa recente apertura appena fuori Verona,
a Pescantina, inaugurata l’ottobre scorso. 500 Lire Ristorante è il progetto di Fabio e Cinzia, ma anche di Giovanni, diciannovenne appassionato e già con una strada segnata ai fornelli.

Il nome celebra la storia e tradizione italiana, ma qui non ci si fossilizza sul passato: la cucina vivace di Giovanni e gli interni industrial e urban chic danno quel tocco contemporaneo che diverte e mette il cliente a proprio agio.
Il locale si sviluppa su due salette, una per il ristorante e l’altra per il bar, con pochi coperti (una quarantina),  a cui si aggiunge un dehors esterno. Venendo al cibo: si può scegliere tra una ventina di proposte, tra antipasti, primi e secondi sia di mare che di terra, con incursioni creative sia nella tecnica che nella scelta degli ingredienti. Il menu breve (una 20 di portate in tutto) sta alla base della filosofia: poco e fatto bene.

 

Siamo diventati loro fornitori da quest’anno e li supportiamo in questo nuovo corso, certi che di loro ne sentiremo parlare!

500lire Bar & Cucina
Via Brennero, 85 – 37026
Balconi di Pescantina – Verona
Tel. 0456703299 – info@500lire.info

Gli spinaci Bonduelle

IL “SURGELATO” SI STA RITAGLIANDO UN RUOLO FONDAMENTALE NEL MONDO DELLA RISTORAZIONE. IL MOTIVO?

Ben più di uno: la sicurezza, la qualità e l’integrità organolettica del prodotto, la praticità di utilizzo….

Anche noi in questi anni abbiamo allargato lo spazio e l’assortimento in favore di prodotti e linee surgelate, scegliendo con attenzione e premura le referenze che riteniamo essere a voi più utili. Tra queste vi sono i prodotti Bonduelle, una delle aziende leader nel settore.

L’azienda
Gli stabilimenti Bonduelle svolgono un ruolo fondamentale nel garantire che il prodotto che arriva sulle vostre cucine sia pienamente conforme ai rigorosi, nella composizione e nell’etichettatura, alle vigenti normative europee e locali. Lo stesso vale per i processi di produzione, di lavorazione e di confezionamento utilizzati. I prodotti Bonduelle rispondono dunque ad elevati standard qualitativi:

  • la selezione dei produttori e delle sementi
  • la verifica delle coltura
  • la fase di crescita delle insalate e degli ortaggi e le loro caratteristiche fisico-chimiche
  • il processo di produzione
  • la ricetta
  • l’imballaggio

Il prodotto
Gli Spinaci Bonduelle provengono da varietà selezionate. Sono raccolti e confezionati in giornata; vengono poi lavati e sovrapposti foglia su foglia, quindi surgelati e tagliati in sottili porzioni facili e veloci da scongelare. Il prodotto che arriva nelle vostre cucine è compatto, buono e integro anche dopo la cottura. Nel nostro assortimento trovate:

SPINACI FOGLIA piastra 1/5 KG.2,5×4 BONDUELLE

SPINACI FOGLIA porz. KG.2,5×4 BONDUELLE

Per info e forniture contatta il tuo agente di zona o scrivi a info@tondinisrl.it

INFORMAZIONI E IMMAGINI TRATTE DAL SITO www.bonduelle.it

L’ Aceto Balsamico di Modena IGP

Come riconoscere se un aceto è un Aceto Balsamico IGP?

(Al di là della consultazione dell’etichetta…) Semplice, affidandoti a noi!
Come per tutte le referenze, selezioniamo e testiamo costantemente i prodotti presenti sul mercato prima di inserirli nel nostro assortimento. Oggi abbiamo scelto di proporvi, tra i vari, l’Aceto Balsamico di Modena IGP di Wiberg: un prodotto gradevole ed equilibrato, con una nota agrodolce caratteristica, ideale per insalate classiche e per rifinire arrosti all’agro, selvaggina e interiora.

Il prodotto
Andiamo nel dettaglio.
Sapete cosa distingue un Aceto Balsamico di Modena IGP da altre varianti di aceto?

L’Aceto Balsamico di Modena IGP è un prodotto che viene realizzato esclusivamente nella province di Modena e Reggio Emilia da mosto d’uva parzialmente fermentato e ispessito mediante cottura e concentrato, al quale viene aggiunta una parte di aceto invecchiato almeno dieci anni e almeno il 10% di aceto di vino puro.

Se poi vogliamo essere ancora più precisi, la IGP all’Aceto Balsamico di Modena è riservata solo per gli aceti che presentino le seguenti caratteristiche:

  • aspetto limpido e brillante;
  • colore bruno e intenso;
  • sapore agrodolce ed equilibrato;
  • odore leggermente acetico e delicato, durevole, con eventuali note legnose;
  • densità a 20°C non inferiore a 1,06 per il prodotto affinato;
  • gradazione alcolica effettiva non superiore a 1,5% vol.;
  • acidità totale minima 6%;
  • anidride solforosa totale: massimo 100 mg/l;
  • ceneri: minimo 2,5 per mille;
  • estratto secco netto: minimo 30 gr/l;
  • zuccheri riduttori: minimo 110 gr/l.

In cucina l’Aceto Balsamico di Modena IGP può trovare posto in moltissimi piatti, sia salati che nel dolci, a crudo o in riduzione, con la carne e con il pesce, con la frutta e la verdura.
Vogliamo sapere fino a dove si spinge la vostra creatività! Inviateci la vostra ricetta a info@tondirsrl.it e per info sulle forniture prodotto contattateci.

I Porcinetti Demetra: pratici e buoni

Qualità e praticità: sono questi i valori che contraddistinguono i prodotti Demetra, azienda nostra partner, leader nella produzione e commercializzazione di specialità alimentari.

Dalla nostra selezione Demetra oggi vi proponiamo i funghi trifolati porcinetti: una miscela di funghi porcini e funghi castagnoli accuratamente selezionati, trifolati, e cucinati solo con olio e aromi.
Sono a fette e in pezzi, ideali per condire primi e secondi piatti, oppure per farcire pizze, bruschette e tramezzini.
È un prodotto dall’aspetto simile ad un classico porcino trifolato ma dall’ottimo rapporto resa/prezzo.
Ve lo proponiamo proprio in questo periodo: quando il prodotto fresco è difficile da reperire.. ma la voglia di funghi, per chi cucina e per chi mangia, permane!

porcinetti demetra

Se non siete ancora nostri clienti e volete averli nelle vostre cucine o pizzerie scrivete a info@tondinisrl.it, oppure contattate il vostro agente di zona per effettuare l’ordine.

Il Vialone Nano Nuvola

Dentro ad un chicco di riso possono condensarsi tanti elementi: i risultati di un lavoro minuzioso, svolto con passione e cura; la storia di un territorio, di una preparazione e tradizione gastronomica; e ancora la capacità di tramutare un piccolo seme in un prodotto d’eccellenza.

Tutti questi elementi caratterizzano il Riso di Nuvola di Barbato snc, azienda sita nella piccola cittadina di Castel D’Ario, in provincia di Mantova, storicamente legata al consumo del cereale bianco.

L’attività di Nuvola snc è nata per opera di Pasquale Barbato, giovane imprenditore di origini meridionali che, appassionatosi al territorio mantovano e a ciò che la Pianura Padana può offrire, dal 2010 si è totalmente immerso nel mondo della risicoltura.
La scintilla fu una domanda che Pasquale e l’amico e Filippo Galdioli (socio di Pasquale all’inizio dell’attività) si posero nel bel mezzo di una sfida ai fornelli: perché Castel D’Ario è così nota per la sua tradizione gastronomica, in particolare per il riso alla pilota, ma non v’è risicoltura?

Da lì scaturì un attento lavoro di selezione, abbinato allo studio e alla ricerca. Nell’improntare l’attività i due non hanno lasciato nulla al caso: a cominciare dal nome dell’azienda che è un evidente richiamo alle caratteristiche del riso (bianco e leggero), ma anche un omaggio a Tazio Nuvolari (famoso pilota originario di Castel D’ario) e un rimando alla figura del “pilota” (così veniva anticamente chiamato l’addetto alla pulitura del riso).


Ad oggi ogni chicco di Riso Nuvola proviene da un percorso di conoscenza approfondita dei produttori, dei metodi di coltivazione, delle lavorazioni e delle rese, e dalla consolidata collaborazione dell’azienda Nuvola con la Riseria Roncaia di Castel d’Ario (oggi sono soci della Nuvola snc anche Federico e Filippo Roncaia). Tutte le varietà prodotte vantano una spiccata personalità ed esprimono con vigore le caratteristiche organolettiche tipiche, coniugando leggerezza, profumi e gusto.

Il Vialone Nano
Nuvola produce diverse varietà di riso: Carnaroli, Arborio, Thai Fragrance, Vialone Nano…
Oggi vi proponiamo il loro Vialone Nano, una cultivar che trova nel territorio del mantovano e del veronese il suo habitat ideale. Grazie alla tecnologia avanzata degli impianti della riseria, ad un passaggio al setaccio estremamente importante prima della messa in sacco (che elimina qualsiasi tipo di impurità dal prodotto), e al confezionamento in atmosfera protetta e non in sottovuoto, il Vialone Nano prodotto da Nuvola si è collocato tra i risi d’eccellenza del nostro Paese.
Venendo alle caratteristiche della varietà, questa è particolarmente indicata per piatti sgranati: trattandosi di un incrocio varietale possiede caratteristiche ibride, quali la buona tenuta in cottura il buon assorbimento dei condimenti.
Per la conservazione nei periodi più caldi è consigliato riporre il prodotto aperto in frigo in un contenitore di vetro.



Per acquisti e forniture scrivete a info@tondinisrl.it

Nuvola snc
Via Gramsci 34
Castel d’Ario (MN)

 

Ristorante Costadoro a Bardolino

Appena poco lontano dalle battute rotte del centro di Bardolino c’è il Ristorante Costadoro: un nome che dovete tenere a mente se cercate una cucina non troppo locale, ma anche se dovete organizzare un valido banchetto per grandi numeri.
La struttura dispone di 250 coperti, ha un ampio spazio all’esterno, un profilo curato, e dista nemmeno 10 minuti dal Lago di Garda e dalla nota cittadina della sponda veronese.

 

Da un anno, ovvero da quando è avvenuto l’ultimo cambio di gestione, sono tre i motori che trainano quest’insegna, e nemmeno uno di questi ha origini settentrionali. Il primo si chiama Fabio, è di origini siciliane, e comanda i fuochi. Il secondo, anzi la seconda, è Maria, è calabrese, ed è addetta alla sala. E poi c’è Marcello, ultimo ma non ultimo (visto che qui si va avanti all’unisono in tre), che è pugliese e anche lui si occupa dell’accoglienza in sala.
Il meltinpot di stampo meridionale pare proprio che abbia trovato il suo equilibrio in una proposta non del tutto ancorata al territorio: i piatti, così come il vino, sono di provenienza locale ma attingono anche da altre regioni.

 

Con loro collaboriamo per le forniture all’incirca dal periodo dell’apertura; Fabio seleziona dal nostro assortimento formaggi tipici, come il Monte Vecchio, il Monte Giovane, il Montasio; salumi tra cui la coppa, le mortadelle tartufate, il petto d’oca affumicato; e poi si rifà di carne fresca, acquistando fiorentine, filetti, costate, braciole. Spesso ci sorprende con delle trovate originali: come le pappardelle (rigorosamente fatte in casa) con porcini, Black Angus e Monte Vecchio. Poi, da sottolineare, anche le proposte di selvaggina. Insomma, se andate al Costadoro trovate una tavola aperta e versatile, accompagnata da una selezione di vini provenienti da tutta Italia.


Ristorante Costadoro
+39 045 7210 806
+39 347 880 95 48
+39 368 257 653
Prenotazioni: info@ristorantecostadorobardolino.it
Via Costa D’ Oro, 7 – Bardolino (Verona)
www.ristorantecostadorobardolino.it

La Caciotta del Caseificio Manerba Ermes

Nella nostra linea aziendale, l’avrete capito, puntiamo a dare ampio spazio ai prodotti locali. Finora vi abbiamo parlato dei vini di Cantina Bretagna, della Torta di San Biagio, della nostra carne di Scottona, e di tutti i salumi mantovani (dalla salamella al cotechino). Oggi è il turno dell’azienda Agricola Manerba Ermes e, nello specifico, della loro buonissima Caciotta.

L’azienda
L’azienda Manerba Ermes è nata a Cavriana (proprio nel paese in cui abbiamo sede) negli anni ’70 come azienda agricola a conduzione familiare. Dopo decenni di esperienza accumulata nel settore agricolo, le nuove generazioni al timone dell’azienda hanno avviato l’attività di produzione e vendita di formaggi freschi e stagionati realizzati esclusivamente col latte raccolto dalle mucche di razza Frisona di proprietà. Attualmente dispongono di una cinquantina di capi in lattazione che ogni giorno regalano un latte buono e sano, impiegato per l’attività casearia.

La Caciotta
La Caciotta è un formaggio a pasta cremosa, dal gusto delicato e dolce, ideale per tante ricette di cucina. La Caciotta di Manerba Ermes è semi-stagionata, ovvero stagiona dai 30 a 60 giorni al massimo, e deriva da latte intero addizionato di coglio e di soli fermenti lattici, il cui circuito di filiera è interno all’azienda agricola. La potete acquistare dal nostro assortimento sottovuoto, in pezzature di 1,3/1,4 kg l’una. Per info scrivete a info@tondinisrl.it.

www.aziendamanerba.it

Scaloppa di foie gras al porto e prugne

Continuiamo a scoprire le ricette dei nostri clienti.
Oggi tocca ad Andrea Baetta di Trattoria Beverara (MN) che ci propone una scaloppa di foie gras al porto e prugne realizzata con il nostro fegato d’oca.

Ingredienti
2 scaloppe di foie gras
Porto rosso 1 bicchiere
Prugne secche denocciolate 4
Burro 10 gr
Pane tostato 3 fette

Svolgimento
Prendere un lobo di foie gras e tagliarlo a scaloppe spesse di 1-1,5 cm, salare e pepare leggermente. Nel frattempo mettere sul fuoco una padella possibilmente di ferro e rosolare velocemente le scaloppe. Togliere dal fuoco e mettere da parte.
In una padella antiaderente fondere una noce di burro, rosolare le prugne denocciolate, aggiungere le scaloppe e fiammeggiare con il porto. Fare ridurre la salsa. Servite su un piatto caldo con crostini di pane imburrato e qualche goccia di aceto balsamico. Come accompagnamento ideale una composta di cipolle rosse.

Chef Andrea Baetta di Trattoria Beverara
Strada Beverara, 110, 46011
Acquanegra Sul Chiese (MN)

Burger Mix Spicy: come rendere unico il vostro hamburger

Continuiamo a parlare di spezie e miscele aromatizzate… perché di proposte sul mercato ce ne sono, e parecchie!
Come avevamo visto in questo articolo su BBQ Barbacoa di Wiberg, le spezie e le miscele aromatizzate danno la possibilità a chi è in cucina di personalizzare e rendere originali i piatti, fornendo, senza bisogno di troppi sforzi, delle ottime varianti.
Nello specifico oggi parliamo di un sale aromatico studiato per un cibo che troppo spesso viene servito sempre uguale: l’hamburger. Wiberg ha formulato un prodotto apposito per rifinire e insaporire gli hamburger e le carni macinate: il Burger MIX Spicy.

Il prodotto
Burger MIX Spicy è un sale aromatico molto semplice da impiegare: 
basta cospargere la miscela prima o durante la cottura di un qualsiasi hamburger di carne fresca o surgelata. Burger MIX Spicy diminuisce la perdita/evaporazione di acqua durante la cottura, sia in griglia che in forno, lasciando la carne più gustosa, succulenta e morbida.

La miscela è preparata con sale cristallino naturale, cipolla, aglio, pastinaca, coriandolo, paprica,  farina di riso, maltodestrina, sale affumicato (sale, fumo), pomodoro, santoreggia, prezzemolo, peperoncino, pepe, estratti di spezie. È priva di lattosio, glutine, conservanti, coloranti e antiagglomeranti.

Per ulteriori informazioni sul prodotto e forniture scrivete a info@tondinisrl.it, vi risponderemo tempestivamente.

Black BBQ, miscela di spezie barbacoa

Tante volte si va alla ricerca di chissà quale ingrediente per dare una sferzata di “originalità” ad una pietanza di carne, magari cotta alla brace o con cotture ancora più sterili, dimenticandosi di considerare l’impiego di alcuni validissimi aiutanti: le spezie.
Sono ingredienti che spesso riescono a rivoluzionare un piatto, a conferirne un’identità, fino a colpire il commensale che quasi sempre, già dal primo assaggio, cerca di individuare quale sia l’elemento “in più”… O, come si suol dire, l’ingrediente segreto.

Black BBQ


Quindi, di tanto in tanto, perché non accantonare l’abitudine ad aggiungere prodotti su prodotti, magari di importante base grassa per insaporire il piatto, e non affidarsi alle spezie?

Si può ricorrere alle spezie pure, oppure alle miscele di spezie: quest’ultime sono degli incredibili meltinpot in cui aromi e sapori diversi pur avvertendosi si equilibrano. È il caso, per esempio, della Miscela di Spezie Barbacoa firmata WIBERG che vi illustriamo qui sotto.

Il prodotto

La miscela di spezie BBQ di Wiberg è un mix dal sapore rinfrescante, caratterizzata dalle note di pepe e di peperoncino, avvolte nell’aroma del legno di melo affumicato. Questa miscela si sposa bene alle carni rosse, ma anche alle salse e agli intingoli, ed è indicatissima sulle melanzane. È un prodotto che non né contiene lattosio né glutine (quindi se avete  clienti intolleranti al lattosio o celiaci potete star tranquilli) e nemmeno esaltatori di sapidità.

Black BBQ

Nella sua composizione ritroviamo ben 17 voci, armoniosamente combinate tra loro: sale affumicato (46 %), pepe nero, semi di acacia tostati, peperoncini Guajillo, pepe Bourbon, sciroppo di caramello, pepe di montagna della Tasmania, cumino nero, cannella, legno della potenza, concentrato di ibisco, olio di arance, chiodi di garofano, cardamomo, zenzero, olio di colza.

Per ulteriori informazioni sul prodotto e forniture scrivete a info@tondinisrl.it, vi risponderemo tempestivamente.

Vecchio Mulino Beach

Se avete intrapreso una delle tante e bellissime escursioni che Peschiera del Garda può offrire, godendo del paesaggio e del clima lacustre, e siete alla ricerca di un indirizzo dove fare tappa o godere di buona cucina, ricordatevi del Vecchio Mulino Beach.

Questo locale infatti offre un’ampia gamma di proposte per ogni momento della giornata, che sia per una tappa veloce (è anche gelateria e cocktail bar) oppure un pranzo o una cena a tutti gli effetti. L’ideatore dell’insegna e nostro cliente è Fabio Gambini, con l’hobby della fotografia e la passione della cucina, e alle spalle due anni di esperienza in ristoranti a Miami. Fabio ha pensato e materializzato questa formula polifunzionale per diventare un punto di riferimento per i turisti e gli abitanti della zona. E ci sta riuscendo!

Noi, quali fornitori sul comparto food, tra le tante proposte del locale ci concentriamo sulla cucina, da cui escono grandi piatti di terra e di mare, e ricette tradizionali e creative (anche vegan), con materie prime selezionate freschissime. I piatti sono equilibrati e gustosi e vengono ben presentati. Si può iniziare con dei fritti leggeri; tra i vari assaggi le olive calde con arancia e peperoncino; i pomodori verdi fritti, con ricotta al cedro e pancetta alla griglia. Tra i primi i vogliamo citare gli gnocchi di ricotta, carbone vegetale, finferli, guanciale e tartufo nero dei Monti Lessini; i bigoli di pasta fresca alla carbonara di trota affumicata al melo. Tra i secondi la tagliata di petto d’anatra affumicato su crema di sedano rapa e frutti di bosco. Per concludere la meringa, cannella, salsa al limone, panna montata fresca, fragole e menta o la creme brulée, all’arancia, limone e cannella. Ad accompagnare la cucina una cantina con etichette che arrivano dalle più importanti regioni vinicole, e un’interessante carta di proposte al calice, con vini territoriali, nazionali e francesi. Il tutto contornato da un arredo moderno e informale.
Da provare l’esperienza sulla bellissima terrazza panoramica vista lago… non vi resta che andare a trovarli!

Vecchio Mulino Beach
Passeggiata lago Cappuccini – Bergamini
Peschiera del Garda (VR)
Tel. 045 9233082

www.vecchiomulinobeach.com

La Bresaola Rigamonti

Oggi vi parliamo di un prodotto, la Bresaola della Valtellina, che si fregia del riconoscimento IGP e che rappresenta uno dei salumi più diffusi sul suolo nazionale. Il suo apprezzamento da parte di un’ampia fascia di consumatori (dai più piccoli, agli sportivi, fino agli anziani) è dovuto senza dubbio alla bontà del prodotto, ma anche all’importante valore nutritivo che questo salume detiene. In particolare vi parliamo della bresaola di un’azienda che si è distinta massivamente sul mercato delle bresaole: Salumificio Rigamonti.

Il Prodotto
La Bresaola della Valtellina IGP è prodotta con punta d’anca, un taglio di prima scelta della coscia bovina, e con le spezie e gli aromi più pregiati provenienti da tutto il mondo. Nel processo di lavorazione vengono seguiti antichi dettami frutto di una tradizioni secolare che consentono di preservare la genuinità e la freschezza di questo prodotto, il suo inconfondibile sapore e le proprietà organolettiche. La bresaola è un alimento ideale per rispondere al fabbisogno nutrizionale quotidiano perché è ricca di proteine, povera di grassi, e una fonte importante di potassio e vitamine B1, B6 e B12.

L’azienda
Forte di una storia secolare, Rigamonti è un’azienda impegnata a rafforzare la propria posizione di leader di mercato nella produzione di bresaola di alta qualità. È fedele alle proprie origini, e mette sempre l’eccellenza al primo posto. Le bresaole Rigamonti vengono preparate dalle abili mani dei maestri salumieri che selezionano le migliori carni bovine, ottenute prevalentemente da bestiame allevato allo stato brado, e le combinano a spezie di primissima qualità provenienti da tutto il mondo. Le ricette e i metodi di lavorazione sono quelli antichi, rispettati rigorosamente  così come la lenta stagionatura. In tutto questo processo Rigamonti presta particolare cura nella scelta dei fornitori e degli allevatori, tassello fondamentale per poter garantire la massima eccellenza di tutti i prodotti e sulle tavole di milioni di consumatori il sapore della vera bresaola della Valtellina.

Certificazioni
Rigamonti aderisce al Consorzio di tutela bresaola della Valtellina nato per promuovere, valorizzare e salvaguardare questo prodotto da contraffazioni e concorrenza sleale. La bresaola della Valtellina è tutelata dal marchio di Indicazione Geografica Protetta: attribuito dall’Unione Europea può essere utilizzato esclusivamente dai produttori certificati della provincia di Sondrio che seguono le regole fissate nel Disciplinare di Produzione. Il documento approvato in sede comunitaria garantisce che le aziende si attengano a rigorosi standard di sicurezza e qualità igienico-sanitaria in tutte le fasi produttive.
Le bresaole Rigamonti oltre ad avere il marchio IGP hanno ottenuto nel tempo anche altre importanti certificazioni e riconoscimenti:

SOLO DA BOVINI ALLEVATI AL PASCOLO E ALL’APERTO
SENZA GLUTINE
HALAL ITALIA
UNI EN ISO 14001
IFS Food
Lo Standard IFS (International Food Standard), relativo alla sicurezza alimentare.
BRC (Global Standard for Food Safety) è anch’esso uno standard globale relativo alla sicurezza alimentare.

Per acquistare o avere informazioni sulle forniture scrivete a info@tondinisrl.it

Demetra Food Academy: il mondo Pizza

Per la Demetra Food Academy 

La F.lli Tondini va in trasferta a Bardolino. L’evento si terrà nelle giornate del 5 e 6 Marzo presso il ristorante La Loggia Rambaldi. Si tratta di una sessione formativa focalizzata sul tema “Pizza”, organizzato da Demetra in collaborazione con Wiberg e Molino Braga, rivolto agli agenti e agli operatori del settore.

Ogni giornata prevede la presentazione di 6 ricette di pizza. Ci saranno ricche discussioni sugli impasti, sulle farine e, naturalmente sugli ingredienti per la farcitura. A questo evento stanno partecipando tutti gli agenti della nostra azienda e circa 30 clienti selezionati, volenterosi di saperne di più sul mondo pizza e sulle novità in arrivo.

 

Pronti a sapere quali novità porteremo a casa in queste due giornate?  

 

www.demetrafood.it

L’Olio Frienn di Olitalia

Tra i prodotti che sul mercato ristorazione/pizzeria, ma anche retail, si stanno distinguendo per l’efficace connubio qualità-salubrità c’è, indubbiamente, l’Olio Frienn di Olitalia.

Nato dall’esperienza di Olitalia, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna e Pasquale Torrente – noto chef salernitano – Frienn è un olio per frittura prodotto con olio di semi di girasole ad alto contenuto di acido oleico (80%) e aggiunta di antiossidanti (tocoferoli ed estratto di rosmarino).
Una ricettazione del tutto innovativa nel campo degli oli per frittura, che garantisce, rispetto agli altri oli sul generis, stabilità alle alte temperature ed elevato punto di fumo. Ovvero… la massima tenuta dell’olio che non brucia, dà massima resa e non nuoce alla salute.

Da raccontare l’etimologia del nome: “frienn” in dialetto campano significa “friggendo”. Fortemente voluto il richiamo alla tradizione del fritto per eccellenza, quella gastronomica campana, come fortemente voluta è stata la collaborazione con lo chef salernitano Pasquale Torrente che, a proposito di frittura e Frienn ha dichiarato: “Una frittura ben fatta, contrariamente a quanto si pensi, è un ottimo sistema per preservare i valori nutrizionali e organolettici degli alimenti in quanto la panatura e la cottura in olio bollente li racchiudono come in una guaina protettiva all’interno dell’alimento. Il fritto non è solo buono, è anche sano e nutriente. Però dobbiamo farlo bene e con l’olio giusto, un olio come Frienn”.

Frienn garantisce la totale assenza di schiuma in frittura, caratteristica che gli operatori del settore sanno bene cosa sta ad indicare: se non vi è schiuma il cibo non tende a bruciare esternamente e la frittura risulterà omogenea, chiara e leggera.

SENZA OLIO DI PALMA 

FRITTO CROCCANTE E ASCIUTTO

RESISTENTE ALLE ALTE TEMPERATURE 

SENZA CATTIVI ODORI 

RICCO DI VITAMINA E

Insomma Frienn è l’olio ideale per fritti appetitosi e croccanti, per una frittura dall’identità tutta italiana, dal gusto leggero e dal sapore mediterraneo. Provatelo e informatevi sulle forniture contattandoci qui -> http://tondinisrl.it/contatti/

Futura Food Network, l’innovativa rete d’imprese nel food service

In un mercato, quello del fuori casa, che è cresciuto costantemente, anche durante il decennio della crisi, cambiando radicalmente visioni e strategie, diventa indispensabile sviluppare nuove politiche di aggregazione tra le imprese distributrici. In Italia, infatti, è ancora troppo parcellizzato il settore per consentirne la necessaria evoluzione in termini di servizio.

Nasce da queste considerazioni l’innovativo progetto di rete d’imprese che ha portato, nei giorni scorsi, alla nascita di Futura Food Network: dodici aziende attive nel food service che hanno condiviso una strategia di mercato, attraverso quello che è stato definito uno scambio guidato esperienziale formativo.

In cosa consiste questo percorso lo racconta Franco Gialdini, presidente di Futura Food Network: “Una visione comune è quella che sta alla base della nostra rete d’imprese: la consapevolezza che oggi, per affrontare un mercato complesso e articolato come quello del fuori casa è necessario condividere le diverse esperienze ed essere portatori di solidità, economica e finanziaria ma anche culturale. Le aziende che hanno aderito, fin dalle prime battute, hanno tutte un vissuto di conoscenza del mercato che, portato a sintesi, ci mette in condizioni di essere, fin d’ora, competitivi e fortemente dinamici. Nonostante questo abbiamo delineato un percorso che vede, prima di ogni altra azione, un investimento nella formazione”.
S.E.GUI., acronimo di Scambio Esperienziale Guidato, è il fil rouge delineato da Mauro Entradi, consulente della rete d’imprese, che accompagna la crescita di Futura Food Network: incontri tra gli operatori sulle diverse tematiche che riguardano la filiera del fuori casa: incentivazione della forza vendita, scenari dei mercati alimentari, evoluzione della logistica, strategie di comunicazione e marketing, sono alcuni dei temi di confronto e condivisione di Futura Food Network.
In un secondo tempo subentreranno le relazioni verso l’industria e la ristorazione organizzata, con l’obiettivo di sviluppare strategie volte a ottenere sinergie a favore di tutti i partecipanti della rete sulle attività gestionali, commerciali, logistiche, anche attraverso la condivisione dei processi aziendali.

All’atto fondativo di Futura Food Network hanno concorso le seguenti imprese di distribuzione nel food service: Amelia 3 di Amelia (TR), Bergel+ di Zanica (BG), Cecioni Catering di Calenzano (FI), Famiglia Cooperativa Pinzolo di Pinzolo (TN), F.lli Tondini di Cavriana (MN), Foppa di Egna (BZ), GP Food di Ponte Buggianse (PT), Madia di San Quirino (PN), Marchi SPA di Romano d’Ezzelino (VI), RZ Service di Corte Franca (BS). Altre due hanno già confermato la propria adesione: Nigro Catering di Modica (RG) e Sapori di Toscana di Monteriggioni (SI).
Il neoeletto consiglio d’amministrazione è composto da: Franco Gialdini (presidente), Peter Foppa (vice-presidente), Alessandro Piazza, Michael Caldara, Federico Posati.

L’igiene in cucina: consigli utili per gli operatori

Partiamo da un pensiero inattaccabile: gli operatori della ristorazione e categorie affini – vale a dire operatori di bar, pasticcerie, pizzerie – hanno l’obbligo e la responsabilità di salvaguardare la sicurezza dei proprio clienti.

A tal proposito, qual è il primo buon comportamento che gli operatori dovrebbero adottare? In realtà, sono più di uno: sono le buone pratiche di igiene.

Di seguito vi forniamo alcuni preziosi suggerimenti, da approfondire consultando il sito dell’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) e le leggi relative alla sicurezza e all’igiene in cucina.

L’igiene personale
La prima parte del corpo di cui prendersi cura è, naturalmente, quella che è a contatto diretto con i cibi: la mano, un vero e proprio veicolo batterico che dev’essere tenuto in modo impeccabile. Il lavaggio va fatto con sapone e acqua calda e deve avvenire sempre, necessariamente, tra una preparazione e l’altra. Gli asciugamani devono essere puliti, meglio se monouso. Le unghie, mantenute corte e senza smalto. Sono vietati anelli, braccialetti, orologi, perché facilitano le contaminazioni batteriche. I capelli, infine, devono essere sempre raccolti e coperti con un copricapo.

 

L’abbigliamento
In cucina è necessario un abbigliamento apposito, conforme alle norme sulla sicurezza, e dev’essere utilizzato solo durante le ore di lavoro. Meglio se di colore chiaro, così da poter individuare eventuali residui di sporco. Per chi lavora al banco o in sala, è opportuno portare il grembiule.

L’igiene e la conservazione dei cibi
La prima cosa da fare, ancor prima di riporre la merce in magazzino, frigorifero o congelatore, è controllare accuratamente che la merce acquistata non presenti danni alle confezioni. Ed evitare, servendosi di coperchi e pellicole, il contatto degli alimenti con l’aria. Per i cibi serviti caldi bisogna raggiungere almeno i 70°C al cuore. In fase di raffreddamento, la temperatura dovrebbe scendere dai 65 ai 10 °C in un periodo di tempo non superiore alle due ore, per ridurre il rischio di contaminazioni batteriche. Particolare attenzione anche ai cibi cotti: la presenza dei batteri su un alimento cresce con la temperatura, quindi se si hanno cibi tiepidi o a temperatura ambiente, devono essere lavorati in fretta.

Lo scongelamento
È consigliato scongelare gli alimenti in frigorifero (in particolare la carne e il pesce) e non a temperatura ambiente: gli sbalzi di temperatura che potrebbero provocare la proliferazione di batteri ed altri microrganismi e, oltretutto, alterarne il sapore. Rimuovere il liquido di scongelamento.

L’assaggio
Se si assaggia una pietanza in preparazione bisogna prestare molta attenzione: la saliva non deve andare a contatto con il prodotto. Servitevi di cucchiai diversi e puliti per ogni assaggio.

Il lavaggio
La lavastoviglie andrebbe riprogrammata sempre in base al carico. Questo per evitare che rimangano residui di cibo sulle stoviglie: una superficie ideale per la proliferazione batterica.

I prodotti per l’igiene
Esistono moltissimi prodotti  indicati per la detersione e sanificazione degli ambienti e dei piani di lavoro, e degli indumenti di lavoro. Nel nostro sito trovate una sezione dedicata a detergenti e igienizzanti -> clicca qui; per informazioni e acquisti scrivete a info@tondinisrl.it.

Farina per pizza: la Donatello di Molino Braga

Hai una pizzeria o un ristorante e… stai cercando la farina giusta per realizzare le tue pizze? Oggi ti proponiamo un prodotto specifico, che ti garantisce qualità e costanza: la farina Donatello di Molino Braga.

L’azienda
Molino Braga è un’azienda molitoria nata nella metà del 1800, specializzata nella macinazione di grano tenero per uso esclusivamente professionale. Le linee guida che hanno permesso a questa realtà di distinguersi sul panorama molitorio nazionale sono i valori connessi alla tradizione, legati alla lunga esperienza artigiana della famiglia Braga, che negli ultimi anni si sono integrati ad un approccio innovativo, sia nei metodi di produzione sia nell’approccio al mercato.

A dimostrarlo l’impegno profuso nella ricerca e nello sviluppo, eseguendo prove di performance sia nel laboratorio aziendale, sia presso i propri clienti.
In particolare, Molino Braga si è dedicato alla selezione scrupolosa dei grani, al fine di formulare miscele buone e naturali, che mantengono costanti le proprie caratteristiche nel tempo. Tra queste, le miscele della linea Pizza & Restaurant, di cui fa parte anche la farina Donatello, illustrata di seguito.

Caratteristiche del prodotto
W 300 proteine 12,50 min. Glutine umido 34 min.
Ideale per pizza classica o Teglia.

 

Come utilizzare la farina Donatello
Ricetta pizza classica: 1 kg farina Donatello
56-58 % di acqua
25 gr sale
25 gr olio evo
5 gr lievito di birra

Mettere nell’impastatrice la farina, la lievito e 90 % dell’acqua. Far girare in rima velocità te circa 8 minuti. Aggiungere il sale, il resto dell’acqua a filo e fermare l’impastatrice solo al completo assorbimento di quest’ultima. Poi passare dalla prima alla seconda velocità per 2-3 minuti, aggiungere l’olio evo dare un giro di impastatrice. A questo punto l’impasto deve risultare omogeneo e vellutato. Togliere dalla macchina la massa e farla riposare per circa 10-15 minuti coperta con la pellicola. Formare le palline del peso di circa 200-220 gr per ottenere una pizza dal diametro di 32-33 cm.
Riporre le palline nei cassetti e mantenerli ad una temperatura di 4 gradi per 18-24 ore. Prima dell’utilizzo togliere le palline circa 3 ore prima.

Ora che hai tutte le informazioni non ti resta che acquistarla, giusto? Contattaci -> qui

La Pasta Ripiena di Checco il Pastaio

L’avete mai provata la pasta fresca di “Checco il Pastaio”?
Se non l’avete ancora fatto… è il momento!

Checco il Pastaio, azienda di Creazzo (in provincia di Vicenza), è nostro fornitore fidato. La sua fama si è consolidata per la bontà delle paste fresche, tutte realizzate in modo artigianale, coniugando il saper fare tradizionale alle tecniche più innovative.
Le paste di Checco il Pastaio sono famose, in particolare, per i loro gustosi ripieni, frutto della creatività dello Chef Francesco ‘Checco’ Barnes. Come ingredienti Francesco impiega solo prodotti tipici, attentamente selezionati, rigorosamente di stagione, escludendo qualsiasi semilavorato. Acqua, farina, uova….e olio di gomito! Una volta ultimate vengono pastorizzate e surgelate: questi processi consentono di avere una lunga shelf life e mantengono il prodotto buono come se fosse appena stato preparato.

Il Prodotto
Oggi abbiamo pensato di parlarvi dell’Agnolo con sfoglia al nero di seppia ripieno al branzino. Una pasta capace di conquistare sempre la scena quando arriva a tavola, per la sua mise elegante e al sapore delicato della farcia.

Tempo di cottura: 3 minuti circa
Ingredienti del ripieno: Cipolla,  prezzemolo, aglio, timo, vino bianco, branzino, ricotta.
Caratteristiche. Partiamo facendo chiarezza sui termini: cos’è l’Agnolo?
Si tratta di un un formato di pasta di origini piemontesi. Nella sua preparazione la sfoglia di pasta, coppata e farcita, viene  richiusa prima a mezzaluna, sigillando bene i bordi, e poi avvicinando i due lembi e girandoli verso l’alto. La tradizione popolare attribuisce ad un cuoco monferrino di l’invenzione dell’Angelot (poi diventato, appunto, Agnolo).
L’Agnolo con sfoglia al nero di seppia ripieno di branzino di Checco il Pastaio è una pasta che non conosce stagione: è perfetta nel periodo estivo, per la freschezza e delicatezza del ripieno, che ben si sposa ad un sugo di pomodorini e basilico, oppure a un guazzetto di crostacei. Ma vista la fama di pesce “nobile” riconosciuta al branzino, quest’agnolo è perfetto anche per i banchetti più importanti, quali le festività natalizie e pasquali: servitelo con una crema di patate al timo e il successo è assicurato!

Saremmo lieti di farvi provare questo ed altri prodotti Checco il Pastaio. Chiedete alla nostra forza commerciale -> http://tondinisrl.it/contatti/

Checco il Pastaio
s. www.checcoilpastaio.it/
m. assistenza@checcoilpastaio.it
l. Via Venturini 10/B 36050 Creazzo (VI)

L’Antica Fiera e la Torta di San Biagio

Stiamo vivendo un appuntamento annuale che per noi è importantissimo: l’Antica Fiera di San Biagio di Cavriana! (-> per tutte le informazioni relative all’evento andate cliccate qui). Come ogni festa che si rispetti (ci piace pensarla così), c’è una tradizione gastronomica che la accompagna. In questo caso, il “celebrato” gastronomico è un prodotto dolciario che rappresenta da sempre il nostro territorio e le nostre origini: la Torta di San Biagio. Questo dolce è avvolto da una fascinosa storia e da uno spiccato significato popolare. Da Febbraio 2011 ha ottenuto anche il riconoscimento DeCo, Denominazione Comunale d’Origine: un passo importante per la sua tutela, diffusione e notorietà al di fuori del territorio d’origine.

 

Il prodotto
Partiamo dell’inizio: dalla leggenda. In tempi remoti Cavriana e le sue colline erano note per ospitare belle e preziose piante di mandorla, le quali regalavano frutti dal gusto e profumo intenso. Tanto erano apprezzabili – lo sono ancora, naturalmente, ma le coltivazioni si sono ridotte perlopiù alla superficie domestica – le mandorle di Cavriana, che pure a Corte, nel 1600, ne erano rimasti affascinati: la nobile famiglia dei Gonzaga ne acquistava in grandi quantità per deliziare i propri ospiti.
Ma l’origine della Torta di San Biagio viene nella fattispecie attribuita ad una vicenda “italo-francese”: si narra che Luigi XII avesse mandato in spedizione a Cavriana e dintorni i cuochi di palazzo, per scoprirne i prodotti e apprenderne le tradizioni culinarie. Questi giunsero a Cavriana proprio in occasione della festa centenaria di San Biagio e, le donne cavrianesi, in segno di benvenuto, prepararono la torta per porla in dono a regina Anna, moglie di Luigi XII. Il gesto del “donare la torta” è ancor oggi alla base della tradizione cavrianese: tra le famiglie si fa a gara per omaggiare agli altri la propria torta e far assaggiare la propria ricetta. La produzione è talmente cospicua che, pensate, si arriva ad una media familiare di 20/30 pezzi per famiglia in questo periodo.

Le caratteristiche
La Torta di San Biagio è una torta rotonda, il cui impasto non è lievitato: a questo deve la sua grande friabilità. Per la decorazione della superficie vengono utilizzati i ritagli di pasta avanzata, e questo la rende simile, sul piano visivo, ad una crostata.

Ma non lo è!!” – precisa Valter Fasolo, uno dei più attivi per la promozione e diffusione del prodotto, anche su scala nazionale – “Il veicolo  insindacabile che suggerisco e propongo a tutti, per riconoscerla, è….. l’assaggio!”. Valter nel laboratorio di famiglia, la Pasticceria Artigianale Mura Giovanna, fondata a Solferino nel 1939, e poi trasferitasi a Cavriana, lavora attivamente per la produzione. A differenza di ciò che  spesso accade nelle famiglie, dove la produzione si limita al periodo di festa, nel laboratorio si sforna tutto l’anno: “Produciamo in ogni stagione perchè giriamo le manifestazioni gastronomiche per farla conoscere al di fuori del luogo d’origine, come già avviene da tempo per tante altre eccellenze italiane”.
Continua: “La Torta di San Biagio nasce dalla ricchezza del nostro territorio: precisamente da un prodotto che qui in passato abbondava, la mandorla, sapientemente ricettata e posata su una frolla leggera. Per la farcitura s’impiegano: mandorle, zucchero, uova, cioccolato fondente, succo e scorza di limone, rum e noce moscata. Per la frolla, badate bene: farina, burro in quantità contenute (non oltre il 50% della parte grassa), strutto, zucchero, vino bianco aromatizzato all’anice, e vaniglia in bacca. Poi va da sé che come ogni ricetta della tradizione vi siano mille varianti. Personalissime e interessantissime varianti”.

Se ancora non l’avete fatto assaggiatela, e soprattutto venite a scoprire l’Antica Fiera di San Biagio!

L’Abbinamento cibo-vino

Diciamocelo: quando un piatto, un buon piatto, incontra il “suo” vino, è difficile che il cliente non rimanga estasiato. Ma quanto è difficile mettere in piedi un corretto ed efficace abbinamento-cibo vino?

Molto. Richiede studio, competenza e, non per ultima, molta sensibilità olfattivo-gustativa. Possiamo dire che non ci sia un metodo con validità assoluta. Piuttosto, che esistano diverse tecniche di abbinamento cibo-vino a cui ci si può affidare. E che queste debbono essere adattate, naturalmente, alla pietanze e ai vini che si hanno in possesso. In questo ci aiuta la scuola italiana, che a nostro avviso adotta un metodo abbastanza completo. Ecco, di seguito, alcuni possibili approcci:

  • L’ Abbinamento per tradizione: come suggerisce il nome, è un abbinamento basato sulla logica territoriale. Come a dire: “piatti tipici e vini tipici, di una determinata zona, stanno bene assieme”. Eccone alcuni della nostra zona.
    Lambrusco o Spumante brut dei colli morenici per i salumi mantovani
    Lambrusco per il Sorbir d’agnoli e risotto alla pilota
    Bianco aromatico dei colli mantovani. Magari un Sauvignon Blanc, per i tortelli di zucca
    Chiaretto o un rosso d’annata collinare per i Capunsei
    Cabernet o Merlot per lo Stracotto d’asina
    Lambrusco per il cotechino
    Bianco dei colli per il luccio in salsa

  • L’ Abbinamento stagionale: tiene conto dell’andamento stagionale, della propensione a consumare determinati cibi e vini a seconda del clima e della disponibilità.
  • L’Abbinamento psicologico: si basa sull’occasione di consumo. Per esempio bollicine, champagne o Prosecco che sia, per una festività, indistintamente dal cibo proposto.
  • L’ Abbinamento per valorizzazione: è un approccio non molto frequente. Prevede la valorizzazione di solo uno dei due elementi: o il vino, o il cibo.
  • L’Abbinamento per concordanza o contrapposizione: sicuramente uno dei più diffusi. È l’approccio a cui si affida principalmente l’AIS (Associazione Italiana Sommelier), anche detto Metodo Mercadini. È basato sui principi di concordanza e contrasto tra cibo e vino; ciò che si ricerca è l’armonia tra i due elementi. Questo metodo prevede l’utilizzo di apposite schede formate da cerchi concentrici con cui si attribuisce un punteggio da 1 a 10 alle caratteristiche proprie del vino e del cibo rilevate durante l’assaggio. Vengono valutati i quattro sapori fondamentali (dolce, salato, acido e amaro), le sensazioni legate al cibo (grassezza, tendenza dolce, sapidità, tendenza acida, aromatico, speziato, amarognolo, untuosità, succulenza) e quelle legate al vino (acidità, sapidità, effervescenza, morbidezza, profumo, aroma, alcool, tannicità).

Volete raccontarci i vostri abbinamenti? Raccontare a quale vino abbinate le vostre ricette? Scrivete a giuliazampieri@salaecucina.it o a info@tondinisrl.it

Eventi Gennaio

Anno nuovo, eventi nuovi…
Il nostro calendario, già a partire dal primo mese dell’anno, è ricchissimo!

Martedì 16 e Mercoledì 17 abbiamo avuto eventi demo sui Prodotti Demetra.
Ma in Gennaio non è finita qui:

  • Venerdì 19/01 Briefing della nostra forza vendita
  • Venerdì 26/01 Degustazione dei prodotti Lamb Weston (->Prodotti Lamb Weston)

Presto vi daremo indicazioni anche per Febbraio, e vi racconteremo come sono andati i nostri appuntamenti sulla nostra pagina Facebook.
A proposito, se non avete ancora iniziato a seguirci, fatelo! -> https://www.facebook.com/tondinisrl/

 

I vini di Cantina Bertagna

Cantina Bertagna si trova in località Bande di Cavriana, proprio vicino alla nostra sede, nel cuore delle colline moreniche che si estendono tra il lago di Garda, Solferino e Castellaro Lagusello (sito che, ci teniamo a ricordare, è riconosciuto come Patrimonio Mondiale Unesco). Un luogo che ha una vocazione vitivinicola riconosciuta già in tempi remoti: Virgilio citava “…Andes…”, oggi Bande, come patria di vigneti pregiati che offrono un vino delizioso, apprezzato persino ai banchetti dell’Imperatore di Roma.

Da quattro generazioni la famiglia Bertagna cura la coltivazione dei vigneti e la vinificazione in cantina. Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Chardonnay, Corvina, Garganega, Cortese, Trebbiano, Turbiana (Lugana): queste uve vengono lavorate e trasformate con passione e dedizione per ottenere rossi, bianchi, rosati, spumanti e passiti dagli ottimi profili. L’azienda, oggi sotto la guida precisa di Gianfranco Bertagna, pratica infatti una selezione viticola a basso impatto ambientale che consente di ottenere limitate rese di uva per pianta elevando così la qualità del vino.

Una “particolare” linea di prodotti
Monte Volpe
è la linea di punta della cantina. Il nome deriva della collina, popolata da molte volpi, dove è collocato il vigneto. La volpe è un animale che vive in zone “incontaminate”, dove non c’è inquinamento: la sua presenza è, perciò, indice di pulizia del territorio. Potete consultare la linea di prodotti a questo link http://www.cantinabertagna.it/prodotti.

Gli ottimi vini di Cantina Bertagna costituiscono parte della nostra selezione enologica, che potete conoscere e acquistare contattandoci direttamente a ordini@tondinisrl.it o http://tondinisrl.it/contatti/

 

foto  tratta da gazzettadimatnova.it

Azienda Agricola Bertagna di Gianfranco Bertagna
Via Madonna della Porta, 14
46040 Cavriana (MN)
Tel. e Fax +39 0376 82211
P. IVA 01361230202

Osteria Fernelli

Si trova in pieno centro a Mantova l’Osteria Fernelli, insegna entrata da qualche mese nella nostra rete di clienti. Dopo una parentesi con un’altra gestione, l’osteria è tornata sotto la guida di Lorenzo Benedini: proprio lui ci ha raccontato qual è la filosofia del locale e il modo in cui viene formulata la proposta gastronomica.

L’Osteria Fernelli è un posticino informale ma curato nei dettagli, tutto sulle tinte del rosso e del bianco, che dispone di una cinquantina di coperti. In cucina c’è una brava chef di origini francesi e radici mantovane, Giulia Carreri, che si prodiga nella preparazione delle ricette della tradizione arricchendole con qualche centrato tocco innovativo. Tortelli di zucca, maccheroni allo Stracotto, zuppa di cipolla in crosta, spalla cotta del Po con mostarda e grana… giusto per citarvi qualche goduriosa pietanza che non si può non provare. Per un abbinamento perfetto potete attingere dalla carta dei vini, prevalentemente di respiro regionale.

Dal nostro ampio assortimento prodotti Giulia, affiancata da Lorenzo, sceglie con massima attenzione le materie prime. Con noi lavorano principalmente sul comparto carni, acquistando tagliate, filetti e molte altre referenze. Nella selezione Giulia e Lorenzo tengono conto, naturalmente, del buon rapporto qualità prezzo, ma soprattutto si affidano a un criterio insindacabile: l’assaggio. Questo è il vero e unico strumento che in cucina aiuta a preparare i piatti migliori, con i prodotti migliori.  Non possiamo che sentirci gratificati da questa consapevolezza!
Siamo felici di aver acquisito questo nuovo contatto e di avervi raccontato di loro, prima che lo facciano molti altri, perché ne sentirete parlare.

Se anche voi volete iniziare una collaborazione con noi scrivete a info@tondinisrl.it

Osteria Fernelli
Via Fernelli 28/A – Mantova
Tel. +39 0376 1962190
Cell. +39 347 3497218
info@osteriafernelli.it

 

Affumicati speciali: tonno e pesce spada

C’è poco da fare, la voce “tonno affumicato” o “pesce spada affumicato” stuzzica sempre la curiosità dei commensali.
Possono essere pietanze ideali per una pausa pranzo frugale, o un perfetto avvio per un pasto più sostanzioso. L’affumicatura dona loro carattere, ma gli abbinamenti con cui vengono spesso proposti (le insalatine di stagione, gli agrumi e via dicendo) conferiscono quella nota fresca che li rende prodotti  piacevoli per ogni periodo dell’anno.

Noi gli affumicati li acquistiamo da Bernardini Gastone, un’azienda strutturata modernamente che opera in laboratori all’avanguardia e lavora solo materie prime selezionate, scelte e controllate sul posto, e le tratta nel rispetto delle pratiche artigianali.

Bernardi Gastone acquista solo pescato di giusta taglia, opportunamente refrigerato, che viene prima privato della pelle, poi disossato e selezionato, quindi salato a mano pezzo per pezzo. I filoni di pesce vengono conservati con cura fino al raggiungimento degli standard idonei all’affumicatura. Quest’ultima avviene lentamente e gradatamente in appositi locali a clima controllato; qui, si inala la giusta quantità di fumo ricavata da una particolare selezione di legno nobile. Il prodotto che ne deriva risulta ben asciutto e compatto, ben affettabile, equilibrato in dolcezza e affumicatura… pronto per essere inserito nelle vostre ricette!
Chiedeteci! 

BERNARDINI GASTONE srl
56040 Cenaia Crespina (Pisa) Italia
via Lavoria, 83/85

info@bernardinigastone.it

Il Natale delle tipicità alimentari

Anche quest’anno il prodotti alimentari tipici si sono rivelati la soluzione nella manica, anzi, meglio, una scelta precisa e consapevole, per i regali di moltissimi italiani.
A testimoniarlo l’analisi Coldiretti/Ixe’ “Il Natale nel piatto”, presentata nel mercato di Campagna Amica a Roma al Circo Massimo il week end appena trascorso, da cui emerge che quasi un italiano su tre (il 30% della popolazione) ha scelto di regalare a parenti, amici o colleghi un prodotto alimentare tipico. Tra questi, ben il 60% in forma di cesti natalizi.

Cosa deduciamo dai risultati di questa ricerca?
Senz’altro, e con grande piacere, che le produzioni alimentari Made in Italy sono sempre più al centro delle attenzioni degli italiani stessi: dei nostri prodotti tipici, artigianali o dell’industria che siano, ne stiamo comprendendo sempre più il valore culturale, economico, storico, oltre che alimentare.

Perché si dona un prodotto tipico?
Sono diverse le ragioni che spingono gli italiani a ritenere che formaggi, salumi, panettoni, vini e altre tipicità alimentari siano il dono natalizio giusto. In primis, ciò che sembra spingere all’acquisto, è la volontà di regalare qualcosa di utile al destinatario: qualcosa che sia ben accolto, e non rifilato e dimenticato in un cassetto. oi, altro motivo, il desiderio di riscoprire e valorizzare le tradizioni, i sapori e i profumi dei territori d’Italia (dunque il proprio, ma anche quello degli altri). E ancora, l’intenzione degli italiani di dare un aiuto concreto all’economia nazionale e garantire maggiori opportunità di lavoro a sostegno della ripresa.

Dove si acquista?
La ricerca condotta da Coldiretti registra la tendenza a scovare la curiosità e il miglior rapporto prezzo/qualità in diversi luoghi di acquisto: dalla grande distribuzione ai piccoli negozi, da internet ai tipici mercatini. Pensate che oltre la metà degli italiani (il 52%) si reca ai mercatini di Natale e tra questi ben il 38% fa bottino di prodotti enogastronomici.

Noi, che siamo direttamente coinvolti in questo argomento, non possiamo che essere ottimisti e auspicarci che anche voi abbiate scelto… bene!

 

La Tarte Tatin

La Tarte Tatin è una torta di mele letteralmente “capovolta”. È tipica della Francia, ma come dessert si è notevolmente diffusa in tutta Europa, e anche nel nostro paese. La sua storia è piuttosto bizzarra, ve la raccontiamo in breve, prima di parlarvi del nostro prodotto, di fornirvi qualche indicazione sulle modalità di preparazione e qualche suggerimento per l’impiattamento.

La leggenda vuole che questa torta sia una (involontaria) invenzione delle sorelle Stephanie e Caroline Tatin. Una domenica, nel preparare una torta di mele per il pasto di alcuni cacciatori nel loro ristorante Hôtel-Restaurant Tatin, una delle sorelle dimenticò di porre la pasta brisée alla base della torta. Per rimediare all’errore pensò di ricomprire il composto fatto di mele, burro e zucchero che nel mentre si era caramellato, proprio con la pasta brisée.  La torta che ne uscì, tra i cacciatori, fu un vero successo!

Parliamo ora della nostra Tarte Tatin gelo. Un prodotto firmato Davigel (come la Guancia di vitello Ganassino), azienda francese fondata nel 1930 e attiva come fornitore alimentare su tutto il canale Ho.Re.ca, con la quale abbiamo instaurato una solida partnership.
Le modalità di rinvenimento della Tarte Tatin Davigel sono davvero semplicissime: non serve scongelarla, ma  riporla in forno pre-riscaldato a 180° C per 15 minuti, oppure a +4°C per 4 ore. Per quanto riguarda la conservazione, invece, va stoccata a -18°C fino all’utilizzo.
Consigliamo di presentarla tiepida, magari dopo un breve passaggio al microonde. Si sposa benissimo al gelato alla vaniglia, o a della panna montata, ma si può anche servire con dei cubetti di mela caramellati o qualche frutto fresco di stagione. Potete inserirla come dessert nel vostro menu, come prodotto da colazione, o ancora come deliziosa merenda per affrontare i freddi pomeriggi d’inverno.

Ristorante Alla Borsa

È davvero difficile condensare in poche righe ciò che rappresenta la storica insegna Alla Borsa di Valeggio sul Mincio. Tanto è il significato territoriale e culturale, e tanta è la capacità di dispensare genuina accoglienza che questo ristorante svela ogni giorno a tutti i suoi clienti.

In questi anni la collaborazione con la nostra azienda, con la famiglia Tondini, non ha potuto che rinnovarsi e consolidarsi. Perché crediamo in questo approccio alla ristorazione, nella scelta di ingredienti freschi, selezionati e assemblati con cura; nell’importanza di custodire con ardore le preparazioni e le gesta della tradizione. E, soprattutto, perché crediamo profondamente nella competenza e professionalità della famiglia Pasquali, da oltre cinquant’anni cuore pulsante di questo indirizzo.

Il ristorante
Siamo in un luogo di assoluto fascino paesaggistico e gastronomico: Valeggio sul Mincio, un borgo al centro di tre grandi provincie in passato conosciuto per le località di posta, locali in cui i commercianti erano soliti trovarsi per concludere gli affari. E proprio da questo estratto storico deriva il nome “Alla Borsa”, dapprima antica trattoria, poi tramutata in ristorante sotto la sapiente guida di Alceste Pasquali e Albina Stanghellini, e oggi condotta con smisurata passione dai figli Nadia e Mirko.

Qui, in un ambiente in cui tradizione ed eleganza s’intrecciano con naturalezza, la storia culinaria è indissolubilmente legata ad un nome: tortellino.
I tortellini di Valeggio, di cui la famiglia Pasquali è ambasciatrice, sono noti per la loro sfoglia sottilissima e per il loro ripieno di carne estremamente delicato. Sono tortellini romantici, evocativi, e per questo chiamati anche “Nodi d’amore” (trovate la ricetta qui) . Assaggiarli significa intraprendere un viaggio, nella memoria, nel tempo, nei sapori autentici.
A questi si aggiunge un lunga lista di altre paste fresche ripiene: dai tortelli spinaci e ricotta ai tortelli di zucca mantovani, dai tortelli primavera a quelli all’anatra agrodolce, e molti, moltissimi altri, che variano in base alle stagioni. La pasta viene preparata e tirata ogni giorno da una squadra di affiatate sfogline, che con maestria “incarta” i tortellini con disarmante velocità. Il resto del menu, che si snoda tra salumi, carpacci di pesce, proposte vegetariane e ottimi secondi piatti, corredato da una valida carta dei vini, completa gloriosamente l’esperienza alla tavola del Borsa.

 

Ristorante Alla Borsa
Via Goito 2, 37067 Valeggio sul Mincio (VR)
Martedì sera e Mercoledì chiuso tutto il giorno
tel +39 045 795 0093
fax +39 045 795 0776
email: info@ristoranteborsa.it

www.ristoranteborsa.it

I Tortelli di Zucca

Sono uno dei piatti più rappresentativi della cucina italiana, ma soprattutto una delle preparazioni che più identificano la tradizione culinaria mantovana. Per noi i tortelli di zucca rappresentano il piatto di congiunzione tra passato e presente, una pietanza intramontabile!

Se indaghiamo la loro storia apprendiamo che la ricetta, come tantissime altre della tradizione, nasce dalla necessità di massaie e casalinghe di riciclare gli avanzi. Ecco spiegato l’accostamento così azzardato, che vede il dolce intrecciarsi al salato e al piccante, la zucca con la mostarda, gli amaretti e al Parmigiano Reggiano. Questo difficilissimo equilibrio di sapori e la loro elegante forma nasconde, in realtà, duqnue, un cibo magro, che per tradizione viene consumato come primo piatto del venerdì e della cena della Vigilia di Natale.

Noi mantovani sappiamo come devono essere: preparati con gli ingredienti tipici e genuini del nostro territorio, rispettando tempi, modi e pratiche consolidate.  Non c’è altra mostarda se non la nostra, quella di mele o pere di cui vi abbiamo (ve la raccontiamo qui), che può essere impiegata nella preparazione: per il suo piccante così peculiare, che dona una sferzata in bocca, si sposa perfettamente al dolce della zucca, al gusto degli amaretti e alla sapidità del formaggio.

Sebbene queste siano le norme, insindacabili, per preparare il tortello di zucca mantovano, non abbiamo riportato alcuna ricetta, per il momento. Vogliamo prima leggere le vostre!

 

Foto dei tortelli di zucca del Ristorante tristellato Dal Pescatore della famiglia Santini, tratta da winedharma.com

Il Bollito misto

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di mostarda… non potevamo non affrontare il grande capitolo del Bollito! Un piatto della tradizione che si è soliti consumare soprattutto nei mesi invernali, in particolare in Dicembre.
È ampiamente diffuso nella Pianura Padana, ma le diversità da una regione all’altra ci sono. Ci sono eccome.

Nel nostro caso vi parliamo di bollito lombardo, preparato con scamone, punta di petto e bianco costato di manzo, gallina o cappone e zampetto di maiale. Viene servito freddo o caldo, a seconda delle usanze e delle preferenze, e accompagnato con le stesse verdure bollite insieme alla carne (carote, cipolle, sedano e patate) oppure con altri contorni come il purè di patate.
Ogni cuoco e ogni massaia ama poi sbizzarrirsi con le varie salse d’accompagnamento e… con l’immancabile mostarda!

La ricetta del bollito di manzo alla lombarda inizia con la preparazione delle verdure (quelle che vi abbiamo citato prima). Sarebbe opportuno cuocere separatamente le varie carni, anche perché non da tutte è possibile recuperare il brodo. A tal proposito ci teniamo a sottolineare che, anche se il bollito è considerato un piatto povero, è importante scegliere le carni migliori. Saremo pronti a guidarvi anche in questo!

Venendo alla preparazione, i procedimenti sono più o meno analoghi per ciascuna carne: in acqua si fanno bollire le verdure pulite e tagliate in pezzi grossi, alle quali vanno aggiunti pepe e aromi (aglio, alloro…).
Ad ebollizione raggiunta si uniscono le carni e la cottura di queste si porta avanti, con coperchio chiuso, per circa 2 ore. Il grasso che sale in superficie dev’essere eliminato avvalendosi di un mestolo forato, è fondamentale. Una volta pronte, vanno preparate le carni e disposte sul piatto da servizio con contorni e salse!
Se volete mostrarci il vostro bollito contattateci.

 

Foto tratta da www.srf.ch

La Mostarda Mantovana

Dire “Mostarda” significa aprire un grande capitolo di ricette, diversità culinarie e declinazioni locali.
Ma se a questo nome accostiamo la specifica “Mantovana”, la traduzione non può che essere una: una confettura speziata, a base di frutta (mele ma anche pere), arricchita con zucchero e senape, utilizzata come ingrediente essenziale nella preparazione di un piatto simbolo della tradizione: i tortelli di zucca.

Cenni storici
La Mostarda Mantovana è uno dei prodotti tipici della cucina virgliana. I documenti gonzagheschi testimoniano la presenza della mostarda sulla tavola dei signori di Mantova sin dal 1300: alimento di lusso, esclusivo e prelibato, veniva preparato dagli speziali, ovvero i farmacisti del tempo. Dal 1600 la mostarda acquisisce sempre più una dimensione popolare, finendo anche sulle tavole delle famiglie contadine nel periodo delle feste natalizie.

Come si prepara
Gli ingredienti base della Mostarda Mantovana restano sempre le mele, preferibilmente campanine oppure cotogne piuttosto acerbe lo zucchero e la senape liquida. Proprio alla senape, che le conferisce la nota piccante deve il suo nome la mostarda; dalla radice latina mustum ardens derivano anche i vocaboli moutarde e mustard, che indicano la senape rispettivamente in francese e in inglese.
Tuttavia, come per ogni pietanza radicata nella cultura alimentare di un territorio, esistono varie versioni, soprattutto se si vanno a considerare il grande vocabolario delle ricette casalinghe.

A cosa si abbina
Come già detto, tradizionalmente la mostarda viene utilizzata come ingrediente irrinunciabile del ripieno per i tortelli di zucca. Ma è pratica diffusa utilizzarla come fedele compagna di piatti invernali, quali lessi e bolliti, o al fianco di Grana Padano e  Parmigiano Reggiano, grazie al suo particolare gusto agro-dolce, e al retrogusto di senape. Se servita come accompagnamento, tendenzialmente viene tagliata in piccoli spicchi.

 

Vediamo ora la ricetta tradizionale.

INGREDIENTI
1 kg di mele campanine
6 gocce di essenza di senape

(PER KG DI PRODOTTO FINITO)
Mezzo Kg di Zucchero

Preparazione:
Sbucciare la frutta, tagliarla a fette sottili e far riposare per 24 ore coperta di zucchero. Poi scolare il liquido, farlo bollire, versarlo sulla frutta e lasciar riposare per altre 24 ore. L’operazione va ripetuta per tre volte. Il quarto giorno si bollono insieme a lungo frutta e sciroppo, si aggiunge la senape liquida, si lascia riposare qualche ora prima di trasferire il tutto in vasetti a chiusura ermetica.

Evento Demetra

Tra i fornitori di F.lli Tondini c’è, da sempre, Demetra!

Abbiamo organizzato un evento presso la loro sede di Sondrio lo scorso 24 Novembre. Dopo un’introduzione all’azienda e un’interessante visita in produzione abbiamo approfondito le nostre conoscenze sulle loro tantissime referenze. Qui vi raccontiamo in breve chi sono e cosa fanno.

Fondata nel 1986 Demetra S.r.l. da due imprenditori valtellinesi, è un’azienda che produce e commercializza in tutto il mondo le proprie specialità alimentari. Oggi vanta una gamma di prodotti più che completa, in grado di soddisfare sia chi pratica una cucina di tradizione, sia chi si approccia a una cucina moderna ed innovativa. Nata come azienda specializzata sui tradizionali antipasti sott’olio, Demetra ha ampliato di anno in anno il suo magazzino, fino ad arrivare ad oltre 500 innovative specialità ricettate destinate a tutti gli operatori della ristorazione moderna.

Oltre 50 tipi di creme e salse fanno parte della linea Capricci a base di verdure, pesce, formaggi, tartufo, preparate utilizzando solo prodotti freschi; preparati granulari per la preparazione di brodi e fondi di alta qualità e alta resa. Selezione di specialità di mare: acciughe, tonno in olio, gamberetti e vongole; funghi essiccati, trifolati, al naturale; e ancora, sughi e Ragù preparati secondo tradizionali ricette italiani.

Demetra, per noi, è una garanzia!

La Guancia di Vitello Ganassino

La Guancia di Vitello è un prodotto che si distingue per la morbidezza e il gusto. È l’ideale per le cotture in umido a bassa temperatura. Nelle nostre celle conserviamo la Guancia di Vitello “Ganassino”, un prodotto  firmato Davigel, azienda francese fondata nel 1930, attiva come fornitore alimentare su tutto il canale Ho.Re.ca, con la quale abbiamo instaurato una solida partnership. Di seguito vi forniamo qualche indicazione sulle modalità d’impiego del prodotto e vi suggeriamo una ricetta davvero interessante, fornitaci proprio da Davigel.

Indicazioni d’uso
La Guancia di Vitello dev’essere conservata in cella frigorifera a -18°C. Una volta scongelata non può essere essere ricongelata. L’ideale è servirla come secondo piatto, accompagnata da pure, patate al forno o polenta e funghi.
Ma ci si può anche sbizzarrire con la creatività, combinando ingredienti usuali e meno usuali, come in questa ricetta:

Guancia di vitello a bassa temperatura con polenta di Storo, fonduta di Roquefort e fichi viola caramellati al barbera

Ingredienti (per 4 persone)

4 guance di vitello Davigel
1 spicchio d’aglio
1 rametto di timo
200 gr di Roquefort Davigel in cubetti
100 ml di latte
100 gr di panna fresca
12 mezzi fichi viola Davigel
200 ml di Barbera
20 gr di burro
50 gr di zucchero

Per la polenta fresca
150 gr di farina di Storo per polenta
750 ml di acqua
20 gr di olio

Preparazione
Scongelate in frigorifero a +4°C le guance di vitello il giorno prima dell’utilizzo. Riponetele in un sacchetto sottovuoto per cottura, aggiungete l’aglio intero, il timo, il sale e il pepe e richiudete il sacchetto con la macchina per il sottovuoto impostando la massima potenza. Cuocete in un roner a 82°C per 8 ore (in alternativa cuocetele in un brodo aromatico per 2 ore circa).
In un pentolino versate la panna, il latte e il Roquefort ancora congelato e cuocete a bagnomaria per 5 minuti, salate e pepate e mantenete la salsa in un luogo caldo. In una padella unite il Barbera allo zucchero e riducetelo a fuoco dolce al 50% del suo volume. Spegnete il fuoco, aggiungete i fichi e il burro.

Presentazione
Su un piatto disponete un cucchiaio di fonduta e un mestolo di polenta, adagiatevi sopra le guance scaloppate, guarnite con i fichi caramellati e qualche cubetto di Roquefort.

Davigel
Mail.  servizi@davigel.it
Tel.    0382 754119
Web. www.davigel.it

Costruire un menu

Il menu è un elemento fondamentale nella strategia di comunicazione di un ristorante.
Bisogna partire da quest’assunto: non è un mero elenco di piatti, bensì una strategia per presentare e vendere quei piatti.
È un mezzo per veicolare un messaggio, il messaggio culinario dello chef e del ristoratore, e uno strumento con cui si può massimizzare il profitto del locale. Ma soprattutto, è il canale con cui un  locale può esprimere la propria identità e mettere, fin dalle prime battute, il cliente a proprio agio.

Predisporre un menu richiede quindi conoscenza, consapevolezza e metodo. Esiste anche una disciplina che fornisce una serie di suggerimenti utilissimi per chef e ristoratori: si chiama Menu Engineering. L’obiettivo principale di questa disciplina è guidare la scelta del consumatore, “incoraggiando”  o “scoraggiando” inconsciamente il desiderio del cliente a comprare determinati prodotti e servizi.

Vediamo ora quali sono alcune leve da tenere in considerazione per creare un buon menu.

  • la leva psicologica: con il menu bisogna guidare il cliente verso la scelta “giusta”, quindi è necessario provvedere con un corretto posizionamento dei piatti e della loro descrizione.
    Il menu deve attirare e generare attenzione, negli spazi e nei modi giusti.
  • la leva costi/prezzi, per massimizzare il profitto; oltre a tenere conto del food cost del piatto, il menu dovrà prevedere un attento utilizzo del copywriting, ovvero di un codice linguistico che metta in risalto la descrizione del piatto e, in secondo piano, il prezzo. Ad esempio, evitando di incolonnare i prezzi a destra.
  • la leva del marketing per quanto riguarda il prezzo e la promozione; è quella che consente al ristoratore di fidelizzare il cliente. La comunicazione deve essere studiata in base alla tipologia di locale. Si tratta di un ristorante, di una pizzeria, di una trattoria? In basso, alcuni suggerimenti utili.
  • leva relativa alla grafica di impaginazione; importante creare nel menu alcune posizioni “strategiche” dove i piatti sono più visibili Altrettanto importante è l’utilizzo di font, grafica, colori. Tra i caratteri, il più utilizzato è il Tahoma, molto lineare e leggibile. Nei menu più tradizionali, suddivisi in tre pagine, è consigliabile utilizzare la terza facciata esterna per comunicare eventuali promozioni o serate speciali, un menu degustazione, piatti particolari, ecc…

Ecco suggerimenti di comunicazione per tre diverse tipologie di locale: ristorante alto, ristorante pizzeria classico, trattoria.
Nel ristorante alto il menu dovrà tenere conto: della qualità, della selezione degli ingredienti e della cucina del microclima, con poche voci  e una descrizione dettagliata. Nel menu di un ristorante pizzeria gli elementi compositivi si devono sviluppare su: la giusta qualità con ingredienti più classici, poca cucina del microclima, molte voci nel menu con una descrizione comprensibile. Infine, nel menu della trattoria, andrebbero messi in evidenza: la giusta qualità, gli ingredienti tradizionali, la rilevanza della cucina del microclima, la descrizione delle tipicità.

Possono essere contenuti anche alcuni messaggi speciali: ovvero informazioni che possono ulteriormente orientare e influenzare la scelta del cliente Per esempio, i tempi d’attesa previsti per la preparazione di una ricetta e/o il suo costo per porzione e/o il suo peso; la descrizione delle materie prime, della loro origine, dei fornitori. I messaggi obbligatori, invece, riguardano: la nuova normativa in merito ad intolleranze ed allergie (resta comunque buona norma chiedere anche a voce), Iva e coperto, il divieto di fumare, l’utilizzo di alimenti surgelati e quelli rigenerati.

Concludiamo ricordando che il menu diventa “strategico” quando racconta il locale: la sua storia, la filosofia di cucina, i nomi dei componenti dello staff, e offre la disponibilità alla soluzione dei problemi che il cliente può avere: dal taxi alla prenotazione di un hotel.

 

 

 

 

La Nostra Carne di Scottona

In pochi punti vi spieghiamo perché la nostra carne di Scottona è un prodotto che merita di entrare nelle vostre cucine ed essere servita ai tavoli dei vostri ristoranti.

L’animale
Iniziamo con il fare chiarezza sui termini. Con il termine Scottona si indica una giovane bovina, tra i 16 e i 22 mesi d’età, all’inizio del periodo di fertilità (in gergo popolare, infatti, è definita la “carne che scotta”).
Le carni di quest’animale sono note per essere gustose e tenere. Dal nostro fornitore di fiducia acquistiamo la scottona Limousine, una razza di  origini francesi che si distingue per l’elevata qualità, grazie alla sua grana particolarmente fine e alle fibre non grossolane.
L’Alimentazione
Il profilo alimentare di questo animale viene stilato da esperti che tengono conto delle sue esigenze nutrizionali, e garantiscono il prodotto finito in termini di gusto, tenerezza e consistenza. Nello specifico, questa Scottona viene alimenta prevalentemente a cereali e, ogni alimento che le viene somministrato è accuratamente selezionato e sottoposto a controlli.
Il Grasso
È uno degli elementi che più incide sulla qualità del prodotto. Nella Scottona, che non è più animale da latte, la marezzatura, ovvero il grado di infiltrazione del grasso, è omogenea ed equilibrata.
Con la cottura il grasso d’infiltrazione lentamente si scioglie andando a conferire alla carne un sapore e una tenerezza unici.
La frollatura
Anche questo è un fattore che incide notevolmente sulla qualità del prodotto. La frollatura è una pratica che consente di ammorbidire le carni lasciandole a riposo per un periodo variabile dopo l’abbattimento. Può avvenire sia sul prodotto in osso, che sul prodotto confezionato in sotto vuoto, e, anch’essa incrementa il gusto e la morbidezza del prodotto.
Caretteristiche nutrizionali
Ultime ma non meno importanti, citiamo le sue caratteristiche nutrizionali, perché non tutti sanno che la carne di Scottona presenta un numero più elevato di grassi insaturi e polinsaturi (grassi “buoni”)  rispetto a quelli saturi (grassi “non buoni”).

 

Se volete saperne di più e provare il prodotto contattateci!

Cotechino Mantovano

In Italia è  una pietanza immancabile nelle festività natalizie, ma è anche un cibo che si è soliti consumare già dai primi freddi autunnali, e fino a Febbraio, nell’area Mantovana e nelle regioni del Nord Est.
Il prodotto di cui vi parliamo oggi è, l’avrete capito, il Cotechino Mantovano.

Il nome origina dalla “cotenna“, o “cotica”, una delle parti più povere del maiale, impiegata nell’impasto assieme al muscolo dei quarti anteriori e della gola. L’impasto è a grana media e viene impastato sottovuoto, salato, quindi insaccato in budelli naturali o artificiali.
Dopo un’asciugatura al sole di 1-2 giorni assume un colore rossastro-bruno e un peso medio di circa 700-800 grammi. Nel caso risulti troppo stagionato viene messo in acqua tiepida per ammorbidirne le carni.
Il Cotechino, pronto per essere venduto a cuochi e casalinghe, si presenta di forma allungata e non ha grandi dimensioni. Può anche essere commercializzazione già cotto, inserito in appositi contenitori in grado di sopportare il riscaldamento.

Ma veniamo alla preparazione e agli abbinamenti tradizionali.
Per cuocerlo solitamente lo si avvolge in un panno affinché la pelle rimanga integra durante la bollitura, che avviene in acqua non salata. Si cuoce a fuoco lento, per 2/3 ore (dipende dalla pezzatura). Talvolta la cottura può avvenire in due step: una prima bollitura la sera, poi il riposo al freddo, e la seconda il giorno successivo, dopo aver opportunamente sgrassato il liquido.
È importante essere accorti al momento del servizio: ai commensali, il Cotechino, deve arrivare caldo e fumante.
Per quanto riguarda l’accompagnamento, ogni zona ha le sue pietanze di accompagnamento, il più classico, per i mantovani, è con il purè di patate, o con le verze saltate in padella all’aceto.

Una curiosità: nonostante sia una pietanza tipicamente invernale, il cotechino e un must dell’antichissima Fiera delle Grazie.
Incuranti del caldo, il 15 agosto di ogni anno i mantovani  fanno visita al piccolo borgo mariano per gustare, in convivialità, una fetta di cotechino “liscia” o nel panino.

Ormai siamo a metà Novembre, è tempo di fare scorta di cotechini: contattateci!

 

Bep’s Burger

Bep’s Burger è un format innovativo, un American Burger Pub, dove campeggia la regola (a noi estremamente affine) della selezione attenta delle materie prime.

È stato ideato da quattro giovani imprenditori bresciani (i fratelli Federico, Marcello, Matteo, Veronesi, e l’amico e socio Alberto Zaglio) che, dopo un attento scouting tra New York e Londra, hanno deciso di portare in Italia il vero hamburger americano… con qualche “opportuna” revisione.
Per la prima apertura, avvenuta due anni e mezzo fa, è stata individuata la città di Desenzano (Bs); per il secondo indirizzo, invece, Verona, in via Dogana, lungo il corso dell’Adige. “Abbiamo sempre avuto una particolare passione per gli hamburger – afferma Federico Veronesi – e ogni volta che tornavamo dagli Stati Uniti o dall’Inghilterra non trovavamo nessuno che proponesse hamburger veramente di qualità, così abbiamo deciso di aprire a Desenzano che è il nostro paese, per ricreare l’hamburger che avevamo in mente”.

F.lli Tondini sposano appieno filosofia di Bep’s Burger: ovvero cercare, individuare e scegliere le migliori carni e i migliori ingredienti. Il menu, da Bep’s, offre hamburger davvero appetitosi: gli Angus Burger, farciti con gli speciali tagli scelti di fesa e sottofesa, che arriva in pezzature di oltre 12 kg, tritata, leggermente marinata e speziata; come pure gli hamburger di Fassona e Scottona piemontese. E poi ci sono i Premium Burger, con carne di pollo scelta, cotta a bassa temperatura, servita come gustosa polpetta, il fish burger, bianco dentro e croccante fuori, il vegetariano, con melanzana tagliata spessa impanata e fritta, oppure la tartare di manzo, condita con capperi, alici e Worchester, scottata leggermente, e svariati appetizer ideali per uno spuntino.
Proprio nulla è lasciato al caso qui: il pane riporta alla classica ricetta americana, con latte e burro perfezionata con il fornaio di fiducia che lo consegna ogni mattina, le patate sono di qualità selezionatissima, il bacon è di un produttore italiano famoso anche in Inghilterra, il Cheddar è originale britannico, le salse sono tutte home made e le verdure freschissime.
Anche la parte drink è particolarmente curata, con un’area  del locale interamente dedicata al gin bar (una trentina di gin, anche artigianali, dall’Italia e dal mondo) e un barman professionista che li abbina a particolari gin tonic, serviti insieme a spezie, e tonica a parte.
Non vi resta che provarli!

 http://www.bepsburger.it/

Piazza Cappelletti, 20
25015 Desenzano del Garda (BS)
T. 030 7870128

Via Dogana
Verona
T. 045 4971301

Delizie “Burrata di Puglia” Canuti su giardinetto di verdure profumato

Oggi vi proponiamo una ricetta semplice, veloce e gustosa. Ma soprattutto vi introduciamo ai prodotti di una grande azienda: Canuti Tradizione Italiana
Una di quelle storie “genuinamente” Italiane che testimoniano l’amore per le proprie radici, la passione per la pasta fresca e il vero interesse per l’innovazione.

Il prodotto
Le protagoniste di questa ricetta sono le Delizie di Puglia Canuti. Una pasta ripiena,  dal formato rustico e tradizionale, con una  sfoglia capace di trattenere perfettamente sughi e condimenti, grazie alla lenta trafilatura al bronzo.
Dentro, un corposo e saporito ripieno, preparato con Cipolla rossa di Tropea IGP caramellata con zucchero di canna e miele d’acacia, e Gorgonzola DOP.
Un boccone morbido e avvolgente, pronto in pochi minuti!

Ingredienti per 4 persone:
500 g di Delizie “Burrata di Puglia” Canuti
1 zucchina scura
1 carota gialla
1 carota viola
½ peperone rosso
½ peperone giallo
1 cipollotto
Olio extravergine di oliva
Sale
Pepe

Per decorazione:
Basilico verde e rosso
Germogli di ravanello rosso

Preparazione:
Mondare e lavare bene tutte le verdure, tagliarle a fiammifero avendo cura di utilizzare solo la parte verde della zucchina e metterle in acqua fredda e ghiaccio. Saltare separatamente e velocemente le verdure in padella antiaderente con un filo di olio extravergine di oliva regolando di sale e pepe cercando di mantenere la croccantezza. A cottura ultimata miscelare tutte le verdure e tenere in caldo.
Cuocere le Delizie in acqua bollente salata, colare e saltare con un filo di olio extravergine.
Formare al centro del piatto un giardinetto di verdure e adagiarvi le Delizie.
Servire decorando con foglioline di basilico verde e rosso e germogli di ravanello e a piacere una macinata di pepe nero al mulino.

CANUTI TRADIZIONE ITALIANA S.r.l.
Via Sassonia, 16 – 47922
Rimini (RN) – Italia
info@canuti.com

Il Grana Padano dei Prati Stabili

Il Grana Padano dei Prati Stabili è un prodotto d’eccellenza, che merita di essere conosciuto fin dall’origine.

Dunque, iniziamo con lo specificare la dicitura “prati stabili”.
I prati stabili sono dei campi della Pianura Padana, conosciuti fin dal lontano Medioevo, che vengono mantenuti solo con lo sfalcio e la concimazione, lasciati a vegetazione spontanea per almeno 12 mesi. Durante questo periodo non subiscono nessun tipo di aratura, dissodamento o coltura. Questa loro particolare caratteristica dà all’erba mangiata dalla mucche un sapore particolare che rende unico il gusto del latte che verrà utilizzato per produrre il Grana Padano.
Un latte sano e profumato, ricco di sentori vegetali.

Il nostro fornitore di fiducia di Grana Padano DOP dei Prati Stabili è Latteria San Pietro, un Caseificio cooperativo formato da 29 soci del territorio mantovano.
Per produrre il Grana Padano DOP Latteria San Pietro adotta una filiera più corta ed interna possibile, e anche i soci fornitori di latte adottano lo stesso metodo; il foraggio e le mucche sono ottenute a loro volta tramite coltivazione e riproduzione interna. Il marchio “MN474” garantisce che le forme provengono da Latteria San Pietro.

Il Grana Padano
Il Grana Padano è un formaggio a pasta dura, granulosa, maturato in un periodo che va dai 9 agli oltre 20 mesi. Prodotto in tutta la Pianura Padana, dalle sorgenti al delta del Po comprese le montagne trentine, il Grana Padano trova nella Valle del Mincio una delle sue capitali indiscusse.
Le sue origini risalgono all’anno Mille quando, dalla necessità di conservare più a lungo il latte munto, i monaci benedettini decisero di produrre un formaggio capace di durare a lungo.

La tecnica di produzione codificata nel disciplinare approvato dall’Unione Europea prevede l’impiego di latte crudo ottenuto da due mungiture dello stesso giorno, parzialmente scremato per affioramento. La cagliata che ne deriva è rotta in particelle delle dimensioni di un chicco di miglio e subisce una doppia cottura: a 43 °/44° e a 54°/56°. Quando la massa è sufficientemente elastica viene estratta con dei teli dividendola in due blocchi che vengono collocati nelle fascere. Segue la salatura in salamoia per 28 giorni, al termine della quale le forme vengono messe a stagionare in locali climatizzati per un periodo variabile dai 12 ai 36 mesi.
La crosta, che deve riportare i marchi del Consorzio di Tutela, è dura, liscia e spessa, di colore giallo scuro o dorato. La pasta è giallo paglierino, finemente granulosa. Il sapore, dolce ma deciso e mai piccante, è inconfondibile.


Utilizzi
Il Grana Padano è un formaggio dalle due anime, al tempo stesso nobile e popolare, è protagonista incontrastato in cucina: utilizzato per mille preparazioni e immancabilmente grattugiato sulla pasta, può essere declinato in tutto il menù, dall’antipasto al dolce. Ottimo anche da degustare al naturale, accompagnato da mostarde e confetture, in un gioco di equilibrio tra sapidità e dolcezza.
Di seguito, qualche consiglio di utilizzo in base al grado di stagionatura:

Il Grana Padano DOP entro i 16 mesi è adatto per piatti cotti al forno e gratinati e per la preparazione di salse, creme e composti poiché si scioglie facilmente. Tagliato a scaglie è perfetto in insalate e carpacci.
Il Grana Padano DOP oltre i 16 mesi è indicato per ripieni, crocchette, pizze, focacce, torte salate. Il suo gusto, seppur deciso, non sovrasta gli altri ingredienti, anzi li lega e li bilancia. E’ ideale per realizzare cialde di formaggio.
Il Grana Padano DOP Riserva oltre i 20 mesi trova il suo miglior utilizzo alla grattugia e degustato in purezza. Perfetto per chiudere il pasto abbinato a vini bianchi e rossi.

 

Latteria San Pietro
www.latteriasanpietro.it

TondiniApp

Abbiamo avvertito la necessità di innovare il nostro sistema, per perfezionare la qualità del servizio della nostra rete di agenti di vendita, e agevolare, quotidianamente, l’approvvigionamento della nostra clientela.
Quest’innovazione, studiata per voi, e anche per noi, ha un nome: TondiniApp!

Si tratta di un software che semplifica la gestione della distribuzione nel canale foodservice e soddisfa al meglio le esigenze di chi opera nel settore della ristorazione.
Ci spieghiamo meglio: TondiniApp è un’applicazione utilizzabile, sull’intero arco delle 24 ore, da clienti e agenti che, attraverso una semplice azione (un click di aggiornamento prima di ogni utilizzo) possono:

  • visionare l’intero catalogo di prodotti, in ordine alfabetico, per codici, per parola chiave
  • fare l’ordine, anche in più momenti, che arriverà direttamente sia all’agente di riferimento, sia al magazzino, dove verrà raggruppato tutto in funzione della data prevista di consegna
  • vedere lo storico degli ordinativi divisi per volume, valore e data, con la conseguente possibilità di fare analisti statistiche

Attualmente è predisposta per i possessori di device Apple ma, in un breve futuro, sarà adattata al sistema Windows.

Tutto è nato dalla consapevolezza che aumentare il tempo a disposizione dei nostri agenti per visitare i loro clienti, aumenta la qualità del servizio offerto.
Ora infatti, grazie a Tondini App, i nostri agenti possono dedicare più spazio al dialogo, quindi fornire ai loro clienti informazioni su nuovi prodotti e servizi, sulle tendenze del settore, e via dicendo. Dall’altra parte, grazie all’applicazione, i clienti possono facilmente consultare l’intero assortimento di Tondini ed effettuare, in qualsiasi momento della giornata, il proprio ordine.

Ma non finisce qui. Con Tondini App miriamo a ridurre gli sprechi e l’utilizzo della carta, migliorare l’ambiente, e migliorare la qualità della vita professionale degli agenti che ora possono:

  • tenere controllato il calendario delle visite
  • avere lo storico degli ordini per ogni singolo cliente
  • avere davvero l’intero catalogo a disposizione, in modo leggero
  • disegnare una mappa dei clienti

Sono state necessarie alcune settimane di test e prove per perfezionare al meglio la App – spiegano Oscar e Benhur Tondini – ed ora il risultato è perfettamente funzionale alle esigenze di clienti e agenti”.
In sintesi, i benefici di TondiniApp

Agenti di vendita informati: hanno i dati in tempo reale. Un fattore determinante per le vendite, perché consente di avere a disposizione il tempo per fornire più informazioni al cliente.

Clienti gratificati: a loro disposizione una piattaforma digitale personalizzata, con risposte veloci su prodotto, storico degli acquisti, modalità di consegna

Gestione agile e dinamica degli ordini: offre la possibilità di generare l’ordine in qualsiasi momento della giornata, comunicando direttamente con il magazzino

Risparmio operativo: con l’App gli errori manuali si riducono al minimo e si eliminano possibili errori nelle consegne e nelle spedizioni.

www.tondinisrl.it

La Salamella Mantovana

Dopo il Salame Mantovano, è il turno della Salamella Mantovana: un altro prodotto che per noi è sinonimo di tradizione e cultura, e che per questo proponiamo sempre con grandissimo entusiasmo ai nostri clienti.

La Salamella Mantovana viene realizzata solo con le migliori parti del suino, ovvero il magro di spalla e il grasso morbido di rifilatura del prosciutto e della pancetta. È proprio il criterio della selezione delle carni rende questo prodotto unico, diverso da tante altre salsicce presenti sul mercato, spesso non realizzate con carni di primissima qualità.
La preparazione di questo insaccato  è, neanche a dirlo, collaudatissima: dopo la macinatura l’impasto viene salato, pepato, condito con aglio e riposto con cura nelle filze (gli insacchi). La forma che ne risulta è un po’ tozza, cilindrica, e in genere il prodotto ha una lunghezza di circa 15/20 cm.

Perché la Salamella piace così tanto ai cuochi e alle casalinghe?
Una delle ragioni è, indubbiamente, legata alla sua versatilità:  la consistenza morbida, il sapore dolce e  delicato, la rendono un cibo perfetto da apprezzare sia da solo, sia come ingrediente di ricette classiche o più creative.
Se proprio vogliamo dirla tutta, generalmente la si prepara alla griglia, accompagnata da polenta abbrustolita, o cotta nel tegame con vino bianco e aromi. Ma pescando dai ricettari della tradizione mantovana, la ritroviamo, ad esempio, come eccellente sostituta del pisto nel risotto alla pilota.

Saremmo curiosi di sapere anche le vostre ricette, quindi… le aspettiamo!

 

Alla Corte dei Bicchi

Un rigoglioso giardino avvolge l’antica cascina padronale inizio Novecento, completamente ristrutturata, con un antico pozzo oggi inglobato all’interno dell’edificio, che dichiara un passato antico. Una meta gourmet dove scoprire le influenze rinascimentali della nobile dinastia dei Gonzaga, e le sue secolari tradizioni popolari, talune volte liberamente riproposte in chiave creativa. Artefice Fabrizio Bicchierai, che dopo aver frequentato l’istituto alberghiero a Desenzano, e la prestigiosa scuola internazionale di cucina Alma a Colorno, fondata da Gualtiero Marchesi, ha scelto nel marzo del 2013, insieme al fratello Alessandro (chef pasticcere), e alla mamma (che si occupa della panificazione), di aprire un locale dove poter dedicarsi con passione alla cucina e all’ospitalità.

Quattro menu all’anno, che seguono la stagionalità. Tra gli antipasti, l’uovo di Fabergè, con fonduta di pecorino e spinaci, i salumi della zona, come il salame mantovano o la pancetta accoppata. Tra i primi piatti, il tortello amaro di Castel Goffredo; il raviolo al nero di seppia con gamberi; il tortello verde al basilico, con melanzane e burrata, oltre alla pasta secca, anch’essa fatta in casa. Ricca la scelta dei secondi, con ingredienti locali, come la carne di manzo di un allevatore locale, frollata 40 giorni, il maialino da latte in cinque diverse cotture, o le proposte di pesce, come la cotoletta di tonno rosso, impanata e fritta; mentre la rassicurante carta dei dessert propone il salame dolce, la torta Sbrisolona, e una rielaborazione del Tiramisù.

La suggestiva cantina interrata, contiene un’ampia scelta di riserve e vini di pronta beva italiani ed esteri, ma è anche il luogo deputato ad accogliere produttori locali e appassionati, per degustazioni e momenti di cultura enoica, ed è il regno di Moreno Benedetti, maitre e sommelier, a cui è affidata la sala. Dieci confortevoli camere, arredate con il calore del legno, garantiscono un pernottamento nel relax e nella quiete della campagna per chi non intende riprendere la guida.

Alla Corte dei Bicchi
Via Guidizzolo, 10
46040 Cavriana (MN)
Tel. 0376 815024

http://www.allacortedeibicchi.com/

Il Salame Mantovano

Il Salame Mantovano. Un prodotto che affonda le sue origini in un’area geografica ben precisa, il Mantovano, e a cui siamo dunque legati, indissolubilmente, per tradizione e cultura.

Amiamo raccontarlo e proporlo ai nostri clienti, decantando una ad una tutte le sue peculiarità.
A cominciare dalla scelta delle carni: solo carni e grassi di suino maturo, allevato ed ingrassato in Provincia di Mantova. Queste vengono macinate “a grana grossa” e insaporite esclusivamente con sale e aromi naturali (pepe, aglio fresco naturale a discrezione, pelato e pestato, vino o grappa, chiodi di garofano, noce moscata), con dosi diverse a seconda della ricetta. La pezzatura può variare: ne trovate di 800 gr, come pure di 3 Kg.
Dopo la messa in insacco e l’asciugatura si passa alla fase di stagionatura, che avviene a temperatura controllata per un periodo che va dai 2 e ai 6 mesi.

In questo momento entra in gioco un fattore determinante per la qualità del salume.
Sapete qual è?
La nebbia! L’umidità della Pianura Padana, sapientemente gestita dai produttori locali, affina il prodotto e gli conferisce delle caratteristiche uniche.

A stagionatura ultimata, eccolo con il suo colore rosso “fragola” intenso, la pasta morbida e compatta al taglio, il sapore armonico e il profumo intenso. Pronto per essere affettato a tavola e servito ai vostri clienti, o ad entrare come ingrediente speciale delle vostre ricette.

 

Per ulteriori informazioni sul prodotto e sulle forniture contattateci!

Tortellini Nodo d’amore, burro fuso e salvia

La tradizione della pasta fresca in Italia ci dona sempre ricette autentiche e dai sapori memorabili. Non parliamo poi se si tratta di paste ripiene, preparate con materie prime locali e genuine.
Oggi ve ne proponiamo una gustosissima ideata dalla chef Nadia Pasquali del Ristorante Alla Borsa di Valeggio sul Mincio.
Prendete nota!

Ingredienti

1 sfoglia di pasta
150 g di stracotto di manzo
50 g di maiale
50 g di polpa di vitello
25 g di fegatini di pollo
1 uovo
burro, salvia, noce moscata, sale.

Preparazione

Cuocete a fuoco lento nel burro le carni di manzo, di maiale e di vitello ed i fegatini separatamente con battuto di cipolla carote e sedano e mazzetto aromatico , irrorandole di vino bianco(garganega o custoza) macinare tutto , lasciar raffreddare e aggiungere un uovo sbattuto per mantecare ed un pizzico di noce moscata. Stendete la sfoglia sottilissima, ottenuta impastando uova e farina, e tagliatela a quadretti di 3 cm di lato. Al centro di ognuno di questi sistemate un cucchiaino di ripieno; richiudeteli, dando loro la caratteristica forma del tortellino. Lasciateli asciugare un poco e cuoceteli poi nel brodo bollente per un paio di minuti. Serviteli caldissimo, e conditeli con burro fuso dorato insieme a foglie di salvia.

Ricetta del Ristorante Alla Borsa di Valeggio sul Mincio (VR)
Chef Nadia Pasquali
www.ristoranteborsa.it