L’Antica Fiera e la Torta di San Biagio

Stiamo vivendo un appuntamento annuale che per noi è importantissimo: l’Antica Fiera di San Biagio di Cavriana! (-> per tutte le informazioni relative all’evento andate cliccate qui). Come ogni festa che si rispetti (ci piace pensarla così), c’è una tradizione gastronomica che la accompagna. In questo caso, il “celebrato” gastronomico è un prodotto dolciario che rappresenta da sempre il nostro territorio e le nostre origini: la Torta di San Biagio. Questo dolce è avvolto da una fascinosa storia e da uno spiccato significato popolare. Da Febbraio 2011 ha ottenuto anche il riconoscimento DeCo, Denominazione Comunale d’Origine: un passo importante per la sua tutela, diffusione e notorietà al di fuori del territorio d’origine.

 

Il prodotto
Partiamo dell’inizio: dalla leggenda. In tempi remoti Cavriana e le sue colline erano note per ospitare belle e preziose piante di mandorla, le quali regalavano frutti dal gusto e profumo intenso. Tanto erano apprezzabili – lo sono ancora, naturalmente, ma le coltivazioni si sono ridotte perlopiù alla superficie domestica – le mandorle di Cavriana, che pure a Corte, nel 1600, ne erano rimasti affascinati: la nobile famiglia dei Gonzaga ne acquistava in grandi quantità per deliziare i propri ospiti.
Ma l’origine della Torta di San Biagio viene nella fattispecie attribuita ad una vicenda “italo-francese”: si narra che Luigi XII avesse mandato in spedizione a Cavriana e dintorni i cuochi di palazzo, per scoprirne i prodotti e apprenderne le tradizioni culinarie. Questi giunsero a Cavriana proprio in occasione della festa centenaria di San Biagio e, le donne cavrianesi, in segno di benvenuto, prepararono la torta per porla in dono a regina Anna, moglie di Luigi XII. Il gesto del “donare la torta” è ancor oggi alla base della tradizione cavrianese: tra le famiglie si fa a gara per omaggiare agli altri la propria torta e far assaggiare la propria ricetta. La produzione è talmente cospicua che, pensate, si arriva ad una media familiare di 20/30 pezzi per famiglia in questo periodo.

Le caratteristiche
La Torta di San Biagio è una torta rotonda, il cui impasto non è lievitato: a questo deve la sua grande friabilità. Per la decorazione della superficie vengono utilizzati i ritagli di pasta avanzata, e questo la rende simile, sul piano visivo, ad una crostata.

Ma non lo è!!” – precisa Valter Fasolo, uno dei più attivi per la promozione e diffusione del prodotto, anche su scala nazionale – “Il veicolo  insindacabile che suggerisco e propongo a tutti, per riconoscerla, è….. l’assaggio!”. Valter nel laboratorio di famiglia, la Pasticceria Artigianale Mura Giovanna, fondata a Solferino nel 1939, e poi trasferitasi a Cavriana, lavora attivamente per la produzione. A differenza di ciò che  spesso accade nelle famiglie, dove la produzione si limita al periodo di festa, nel laboratorio si sforna tutto l’anno: “Produciamo in ogni stagione perchè giriamo le manifestazioni gastronomiche per farla conoscere al di fuori del luogo d’origine, come già avviene da tempo per tante altre eccellenze italiane”.
Continua: “La Torta di San Biagio nasce dalla ricchezza del nostro territorio: precisamente da un prodotto che qui in passato abbondava, la mandorla, sapientemente ricettata e posata su una frolla leggera. Per la farcitura s’impiegano: mandorle, zucchero, uova, cioccolato fondente, succo e scorza di limone, rum e noce moscata. Per la frolla, badate bene: farina, burro in quantità contenute (non oltre il 50% della parte grassa), strutto, zucchero, vino bianco aromatizzato all’anice, e vaniglia in bacca. Poi va da sé che come ogni ricetta della tradizione vi siano mille varianti. Personalissime e interessantissime varianti”.

Se ancora non l’avete fatto assaggiatela, e soprattutto venite a scoprire l’Antica Fiera di San Biagio!